I giovani partecipanti, affiancati dal regista Francesco Cordio e dal montatore Francesco Di Trapani, hanno realizzato un documentario sul tema dell’ascolto e del protagonismo giovanile. Ieri la presentazione dei lavori ai genitori.
RAGUSA, 31 luglio 2026 – Si è concluso con grande successo e partecipazione il “Boot camp” estivo promosso dalla Fondazione San Giovanni Battista nell’ambito delle attività del Summer Camp 2026. L’iniziativa rientra nelle azioni del progetto “TAG”, nato dalla collaborazione tra il Libero Consorzio Comunale di Ragusa (ente capofila/promotore), la Fondazione San Giovanni Battista, l’Associazione I Tetti Colorati ETS, la Cooperativa Sociale L’Arca e l’Associazione Lauretana ODV-ETS, con il finanziamento del Fondo Politiche Giovanili 2024-2025 nell’ambito dell’iniziativa nazionale Province X Giovani.
Nel corso degli ultimi giorni, i ragazzi coinvolti hanno vissuto un’intensa esperienza formativa e di condivisione tra gli spazi della comunità di San Luca a Frigintini e il Centro aggregativo giovanile di via Mario Leggio a Ragusa. Guidati dal regista Francesco Cordio e dal suo collaboratore e montatore video Francesco Di Trapani, i giovani si sono confrontati sui temi fondamentali dell’ascolto reciproco e del sano protagonismo, mettendosi in gioco davanti e dietro la telecamera. Il percorso ha portato alla realizzazione di un documentario e di diverse interviste, ma soprattutto ha offerto ai ragazzi l’opportunità di conoscersi, superare l’imbarazzo iniziale ed esprimere la propria creatività. Nel pomeriggio di ieri, alla presenza dei genitori, si è tenuta al centro aggregativo di Ragusa la proiezione finale delle opere realizzate.
Don Sebastiano Roberto Asta, presidente della Fondazione San Giovanni Battista, ha espresso profonda gratitudine per la riuscita dell’iniziativa:
“L’aspetto più bello di questo progetto è stato riuscire a creare e favorire nuove amicizie tra i ragazzi. Grazie alle nostre guide che hanno aiutato i giovani a tirar fuori ciò che avevano dentro: il sapere è già in noi, ma abbiamo bisogno di qualcuno che lo faccia emergere. Desidero rivolgere un grazie entusiasta e riconoscente a ogni partecipante, così come ai genitori per la fiducia accordataci nel condividere le attività della Fondazione. È stato bello constatare l’ascolto e l’attenzione reciproca tra i ragazzi. Si è voluto favorire il loro protagonismo per fare emergere la loro creatività, i loro desideri, le attese e le speranze. Conoscersi, fare amicizia, sentirsi parte di una piccola comunità è quello che vogliamo favorire nei ragazzi ed è quello che più ci sta a cuore”.
Gianna Dimartino, referente del progetto TAG per il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, ha sottolineato l’importanza della rete istituzionale e sociale:
“Un sentito ringraziamento va alla Fondazione San Giovanni Battista. Con questo progetto prende forma una rete davvero speciale. Come Libero Consorzio promuoviamo diverse iniziative, ma questa è specificamente destinata ai giovani della nostra provincia, che intendiamo tutelare e valorizzare nelle azioni quotidiane. Ciò che la Fondazione ha realizzato serve proprio ad ascoltare i ragazzi, ad aiutarli e a renderli parte attiva e consapevole della società in cui vivono: è questo l’intimo spirito che anima il progetto TAG”.
Chiara Facello, responsabile del progetto per la Fondazione ha ribadito il senso di gratitudine verso i partecipanti e le loro famiglie.
“Il progetto TAG mette al centro il benessere emotivo e relazionale degli adolescenti e dei loro genitori. Abbiamo voluto organizzare un campus in cui i veri protagonisti fossero davvero i ragazzi, cercando di guidarli ma anche di farci guidare da loro. È stato bello vederli così attivi e partecipi e il risultato che vediamo oggi ci dice che siamo sulla buona strada”.
Entusiasta anche il bilancio del regista Francesco Cordio e del montatore Francesco Di Trapani:
“Ci siamo concentrati sulla parola “ascolto”, fondamentale nel teatro, nell’arte e nella vita. In soli due giorni e mezzo non credevamo che saremmo arrivati a un risultato così importante: con questi ragazzi abbiamo ottenuto di più rispetto a progetti durati mesi con studenti di vari licei d’Italia. Il merito è interamente loro, perché si sono dimostrati propositivi, solidali e attenti ai bisogni degli altri. Ogni volta che un laboratorio funziona, è chi insegna ad imparare qualcosa di nuovo”.




